Come sta cambiando in Italia il ruolo del vino di qualità nella ristorazione e nel settore retail

Intervista a Ciro Fontanesi coordinatore dell’ALMA Wine Academy e giudice alla Milano Wine Week

Dal 4 al 12 ottobre 2025 si è svolta l’ottava edizione della Milano Wine Week la principale manifestazione non fieristica italiana del settore, con un calendario ricco di eventi che hanno coinvolto locali, ristoranti e spazi culturali in tutta la città. Degustazioni e convegni sono stati concentrati al Milan Marriott Hotel, nuovo quartier generale dell’evento mentre i Dazi di Arco della Pace sono stati il fulcro delle serate con dj set e attività più informali.

Uno dei momenti salienti della Milano Wine Week è la premiazione delle migliori carte vini d’Italia. Si tratta della prima e più importante iniziativa del nostro Paese dedicata a premiare e valorizzare il mondo delle carte dei vini. Si è affermata ormai da qualche anno grazie all’impegno e alla tenacia di Federico Gordini (presidente di Milano Wine Week) e Andrea Grignaffini (giornalista e critico enogastronomico) che guida la commissione di esperti che hanno il compito di valutare le carte vini per assegnare i diversi riconoscimenti.

Ciro Fontanesi, sommelier, grande divulgatore del mondi del vino e coordinatore dell’ALMA Wine Academy è uno dei membri storici del gruppo di esperti chiamati a selezionare e scegliere le proposte migliori.

Fontanesi è stato anche uno dei primi sommelier italiani a farsi promotore della digitalizzazione del mondo delle cantine e delle carte vini e – già diversi anni fa – ha scelto di utilizzare Enoweb per gestire la cantina di ALMA, la più prestigiosa scuola di cucina italiana, nata da un’idea di Gualtiero Marchesi.

Oggi abbiamo l’opportunità di intervistarlo.

Ciro Fontanesi, ci vuol raccontate qual è il panorama delle carte vini nella ristorazione e nella realtà italiana di oggi come emerge dalla Milano Wine Week?

L’idea alla base di questa manifestazione è di valorizzare e dare un segnale su quello che è il mondo delle carte dei vini e la loro identità. Una cosa che in Italia non era mai stata fatta prima. La struttura del concorso è suddivisa per categorie per ognuna delle quali il nostro compito come giurati è di riconoscere l’eccellenza. Per ogni settore (ristoranti a una, due o tre stelle Michelin, gli hotel, le pizzerie, tutto quello che è il settore fusion, le osterie, le trattorie, il fine dining, i wine bar e il wine retail) c’è una commissione che valuta tutte le carte presentate e premia le migliori dieci carte vini (ad esclusione ovviamente dei tre stelle Michelin che sono ovviamente meno numerosi).

In base a quali criteri vengono assegnati i premi i premi?

In primo luogo la qualità della ricerca ovvero la filosofia, la profondità e l’ampiezza di una carta vini.

Alcuni operatori sollevano la questione della numerosità delle carte premiate. Perché è stata fatta questa scelta?

Perché lo scopo principale dell’evento è quello di costruire un panorama completo del settore e dare un segnale su tutto quello che di buono succede sia a livello dei territori che delle diverse categorie. Insomma è anche uno stimolo per tutti gli operatori a proseguire il percorso verso un continuo miglioramento dell’offerta.

Oggi siamo in un contesto in cui è fondamentale favorire il consolidamento dell’intero settore. Magari nei prossimi anni quando la cultura del buon bere e l’attenzione per la proposta enologica sarà diffusa e affermata potremmo valutare la possibilità di restringere il panorama dei premiati. In ogni caso – poche o tante che siano – tutte le carte premiate e segnalate sono assolutamente meritevoli.

Come funziona il meccanismo di selezione e di valutazione?

Ogni giurato visione praticamente tutte el carte ma poi approfondisce il proprio settore (nel mio caso le trattorie fine dining).

Una volta che il ristorante, l’hotel, l’enoteca e cosi via ha deciso di partecipare riceve le indicazioni per caricare la propria carta vini nel nostro database. Possono inviare un file oppure per esempio chi usa Enoweb può semplicemente segnalare il link.

A questo punto viene fatta una prima scrematura che elimina le carte diciamo così “meno presentabili” sia come contenuti ma anche come design, mentre le carte rimanenti vengono sottoposte alla valutazione della commissione.

Questo le consente la possibilità di avere sotto mano una fotografia completa. Quali sono a suo giudizio i fenomeni che stanno emergendo con maggiore forza nel mercato del vino in Italia?

Il primo processo che si nota con forza è l’emergere di una offerta di qualità nella GDO (Grande distribuzione). Ci sono alcune realtà che stanno lavorando molto bene nella selezione dei vini. Oggi la GDO si sta attrezzando per avere prodotti di qualità a prezzi giusti e quindi si sta un po’ sdoganando anche la convinzione che al supermercato non si possa trovare un vino di buon livello.

In molte catene la soglia si sta decisamente alzando in termini di qualità della selezione … poi naturalmente molto dipende anche da store a store.

Alla domanda “compreresti un vino al supermercato?” un tempo avrei risposto decisamente no, ma oggi la risposta sarebbe “di ma dipende da quale”.

Il secondo settore dove si sta notando una notevole crescita in qualità è quello delle pizzerie. Oggi il mondo della pizza sta vivendo una rivoluzione riguardo alle carte dei vini veramente profonda.

La pizzeria sta diventando il punto di riferimento di tanti amanti del buon bere perché se uno desidera bere una bottiglia importante magari non vuole essere costretto a spenderci su anche 100 o più euro per un menu … magari ne spendo 20 o 30 per una pizza di qualità e ci bevo sopra una grande bottiglia.

Questo è un trend che già avevi notato a Londra e a New York qualche anno fa e che oggi sta arrivando anche da noi e si sta sposando a meraviglia con l’evoluzione del “mondo pizza” generata dai nostri grandi maestri pizzaioli i cui locali hanno spesso delle carte vini all’altezza dei migliori ristoranti stellati.

Un’altra novità che è in realtà è una conferma di un fenomeno attivo già da qualche anno è la crescita dell’offerta di vino nel mondo delle osterie e delle trattorie. Un po’ per un fenomeno analogo a quello appena descritto per le pizzerie e un po’ perché è sempre più diffusa la consapevolezza dell’importanza della proposta enologica.

Il quarto processo in corso nell’evoluzione del settore riguarda la composizione di quelle che – ancora oggi – chiamiamo “Carte dei vini” ma che in realtà contengono una lista bevande alternative sempre più varia con una presenza in crescita delle proposte “no alcohol” come ad esempio i vari fermentati.

Cambiamenti importanti sono in essere anche nel mondo apparentemente statico dei grandi stellati. Per esempio quest’anno abbiamo di deciso di premiare una delle più prestigiose carte vini d’Italia, quella del tri stellato Dal Pescatore Santini come carta con il miglior rapporto qualità prezzo. Infatti abbiamo voluto valorizzare la scelta fatta da questo prestigioso ristorante (che probabilmente verrà seguita presto anche da altri) di proporre una grande carta vini con dei ricarichi contenuti. Questo per valorizzare al meglio la cucina consentendo al cliente di abbinare al menu un grande vino ad un costo più accessibile.

Un’ultima annotazione ci tengo a farla per quanto riguarda lo strumento scelto per gestire la carta dei vini. Ho notato infatti come nel corso degli anni cresca costantemente il numero di carte digitali e tra queste in particolare quelle realizzate principalmente con Enoweb. Inizialmente questa scelta era appannaggio soprattutto dei ristoranti stellati ma nel tempo, vuoi per il fatto che sempre più realtà anche non stellate o fine dining propongono carte vini sempre più strutturate, vuoi per il fatto che comunque il programma garantisce un migliore controllo della cantina, il numero di carte Enoweb che vengono presentate alla Milano Wine Week è in crescita continua e questo non può che farmi piacere dato che sono stato tra i primi in Italia ad adottare questo programma.

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